Da oggi a venerdì il Soave brilla a New York

di admin
Da Alta Cucina Society a Vino 2010 quindici aziende rappresenteranno il “nuovo corso” del Soave nella Grande Mela nell’ambito di degustazioni e presentazioni dedicate ad importatori, distributori e dettaglianti, oltre che alla stampa di settore.

Entra nel vivo la missione promozionale intrapresa dal Consorzio di Soave per la valorizzazione del vino Soave negli Stati Uniti, nell’ambito del progetto di promozione previsto dalla nuova Organizzazione Comune di Mercato per il vino rivolta ai paesi terzi. Prima tappa dell’importante progetto finalizzato a far conoscere al consumatore americano il rinnovato look del Soave sarà New York, che a partire da oggi, martedì 2 febbraio, ospiterà diversi appuntamenti dedicati alla stampa di settore e agli operatori durante i quali i produttori di Soave in persona potranno raccontare le differenti interpretazioni dietro le loro etichette.
Due i momenti di massima visibilità per la denominazione veronese, organizzati con la diretta partecipazione della Colangelo&Partners, agenzia di comunicazione alla quale il Consorzio di Soave si appoggia, e già direttamente impegnata con Buonitalia e con il Ministero delle Politiche  Agricole: il primo nella serata di oggi, martedì 2 febbraio all’Alta Cucina Society, dove verrà messa in libera degustazione alla stampa, agli importatori, ai distributori e ai dettaglianti “la nuova generazione del Soave” vale dire uno spaccato importante della denominazione in grado di testimoniare l’enorme evoluzione qualitativa raggiunta oggi dalla doc veronese. Alta Cucina Society a New York è senza dubbio un punto di riferimento unico nel suo genere per quanto riguarda le eccellenze dell’agroalimentare italiano. Qui il meglio del Made in Italy incontra la stampa specializzata più autorevole e gli operatori di settore, e nel corso di mirati appuntamenti il mondo della produzione può entrare a diretto contatto con i media e con quanti operano nel vino a New York.
Lo stesso parterre di eccellenze sarà poi presente il 5 febbraio a Vino 2010, l’evento voluto dall’ICE e dedicato ai grandi vini italiani al cui interno non poteva mancare il Soave.
Queste le aziende che saranno nella Grande Mela a testimoniare il nuovo corso del Soave:
Cantina di Soave
Corte Moschina
Sandro De Bruno
Le Albare
Nardello Daniele
Roncolato Antonio
Cantina del Castello
Guerrieri Rizzardi
Istituto Enologico Italiano
Villa Erbice
Icaro srl
La Cappuccina
Cantina di Monteforte
Enoitalia
Montetondo
In particolare il Soave avrà ampio spazio nel corso di Vino 2010 nell’ambito di “Venetian Native Grape Varieties” una degustazione guidata che avrà luogo mercoledì 3 febbraio, curata dal giornalista Michael Apstein, tra l’altro esperto conoscitore dei cru di Soave. A seguire, giovedì 4 febbraio il Soave tornerà in scena alla “Meet&Greet the Vintners” dedicata ai vini italiani che fanno la loro prima comparsa negli Stati Uniti. Venerdì 5 febbraio invece si parlerà ancora di Soave all’“Italian Wine exchange grand tasting” la degustazione dedicata alle migliori produzione enologiche italiane.
Massima visibilità verrà data ancora al Soave anche nel corso delle cene che faranno da corollario alla manifestazione come la Welcome Dinner del 3 febbraio al ristorante Del Posto e la cena della Regione Veneto del 4 febbraio, presentata da Odette Fadda, al SD 26 Restaurant.
Lo studio di mercato
In base allo studio di mercato commissionato dal Consorzio di Tutela prima di partire con l’azione promozionale, emerge come oggi ci siano spazi interessanti per un vino che risponde perfettamente all’identità del nuovo Soave. Se infatti il consumatore americano risulta ad oggi ancora poco informato su quello che è il Soave tuttavia il 66% del campione interessato dall’analisi dichiara di essere incuriosito e desideroso di provarlo. Si tratta di un dato importante perchè, considerata la attuale qualità delle etichette ed una ritrovata identità produttiva, la denominazione veronese ha oggi delle chance effettive per conquistare i consumatori americani, ripartendo da zero. Bontà del prodotto, prezzo interessante, provenienza geografica garantita sono gli elementi che servono per far breccia nel paniere di consumo a stelle e strisce.
La fascia di consumo potenzialmente più interessante per il vino bianco è quella dei giovani adulti (35-49 anni), che al primo posto scelgono vini californiani, seguiti al secondo posto da quelli italiani. A questo proposito dallo studio emerge che solo 9% del campione intervistato ha recentemente bevuto Soave, contro il 63% che ha scelto lo Chardonnay, il 51% il Pinot Grigio ed il 38% il Sauvignon Blanc. In termini di luoghi di consumo il 94% degli intervistati ha degustato un calice di vino a casa; il 46% in famiglia o comunque in casa; il 58% al ristorante ed il 18% in wine bar. Sul fronte del prezzo il così detto price-point, cioè il prezzo che un americano è disposto in media a spendere per un vino bianco, oscilla tra i 10 e i 15 dollari a bottiglia. Il prezzo è anche primo criterio di scelta, seguito dalla conoscenza del vino da parte del consumatore, dal fatto che gli sia stato suggerito da un amico, dalla reputazione del vino, dal vitigno, dal paese d’origine, dal nome del vino, dai punteggi che il vino ha conseguito, dalla segnalazione da parte di un locale, dall’etichetta.

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